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Minacce

Fruizione non compatibile con l'habitat delle grotte

Le aree carsiche sono caratterizzate da un'alta vulnerabilità e da una bassa resilienza, ossia dalla capacità di resistere ad improvvise e significative modificazioni ecologiche.
Per le grotte la frequentazione è importante fattore di minaccia; l'uomo penetra nel sistema ipogeo per varie ragioni: ricerca di cristalli, concrezioni, reperti fossili e archeologici; speleologia; avventura e "curiosità" …
Alcune cavità nelle aree coinvolte dal progetto, situate in prossimità di città e centri abitati, sono oggetto sia di una fruizione "generica" e storica da parte della popolazione locale, sia da una fruizione "specialistica" da parte di speleologi.
La fruizione incontrollata comporta un impatto diversificato: abbandono di rifiuti, introduzione di fonti di calore e di illuminazione che alterano il microclima delle grotte, calpestio, asportazione di minerali concrezioni e reperti, inquinamento della acque La distruzione e perturbazione (accensione fuochi, forti rumori, …) degli ambienti di rifugio, rappresenta una delle principale minacce per i pipistrelli, anche molto gravi se si verificano nei periodi critici del ciclo biologico di questi animali, ossia nel periodo riproduttivo e nel periodo di svernamento. Questi fattori determinano un peggioramento dello stato di conservazione dell'habitat 8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico.

Chiusura artificiale delle grotte

In alcuni casi grotte e piccole doline o pozzi carsici in proprietà privata sono stati chiusi volontariamente per motivi diversi (timore di incidenti, per disfarsi di materiali di scarto, ….); in altri casi la chiusura può essere indotta da lavori e movimenti terra nelle aree attigue alla cavità che Alcune chiusure mediante griglie impediscono di fatto il passaggio dei chirotteri; altre limitano invece la circolazione di aria ed acqua, perturbando fortemente l'habitat delle grotte e le specie animali e vegetali a questo associate.

Alterazione dell'habitat di risorgente carsica

L'area delle Fonti di Poiano presso i Gessi Triassici ha subito negli ultimi decenni trasformazioni significative per effetto di interventi antropici: la più importanti zona umida in area carsica della regione ha così modificato le caratteristiche naturali del tutto peculiari descritte in passato. La modifica indotta altera il regime idrico dell'habitat, accrescendo la velocità/portata nel settore in cui sono state convogliate le acque che prima raggiungevano l'attiguo Fiume Secchia con rivoli indipendenti e mantenedo elevati livelli idrici anche nei periodi di minore portata delle risorgenti. La canna palustre (Phragmites australis) ha preso il sopravvento e coperto l'area con conseguente scomparsa di numerose specie.

Evoluzione del soprassuolo arboreo ed arbustivo

La successione vegetale rappresenta il fattore che rischia di fare contrarre fortemente alcuni peculiari habitat degli affioramenti rocciosi. L'evoluzione della vegetazione arboreo-arbustiva determina condizioni di ombreggiamento e competizione che nel tempo possono limitare o determinare la scomparsa di alcune stazioni degli habitat 8210 Pareti rocciose con vegetazione casmofitica, sottotipi calcarei e 6110* Terreni erbosi calcarei carsici (Alysso-Sedion albi). I popolamenti variano da stazione a stazione; si può trattare di comunità xerofile (dominate ad es. da Quercus pubescens) o di formazioni mesofile (con dominanza di Ostrya carpinifolia); in alcuni casi le formazioni hanno un carattere più ruderale e sono degradate dalla presenza di specie esotiche invasive (Robinia pseudoacacia, Ailantus altissima).

Calpestio dell' habitat dell'Alysso-Sedion albi

Il calpestio provocato da uomini, animali o mezzi (bike, trattori, …) è una minaccia presente nelle aree maggiormente frequentate, specie nelle stazioni situate nei pressi degli accessi o lungo i sentieri che conducono alle grotte e a punti panoramici. La continua frequentazione altera fortemente la fitocenosi o addirittura annulla la presenza del manto vegetale, lasciando l'affioramento praticamente spoglio; la sospensione di un uso improprio - anche temporaneo - viene generalmente accompagnata dalla ripresa della comunità dell'Alysso-Sedion albi.

Attività agricole non compatibili o presenza di scarichi nelle aree carsiche

Dal punto di vista ecologico l'habitat delle grotte non può ricondursi al solo ipogeo noto in quanto teoricamente l'intero affioramento carsico presenta cavità in continuità fisica e funzionale con le porzioni epigee: per questo attività (come agricoltura e scarico delle acque) in contatto con il sistema carsico hanno una grande influenza sull'ambiente cavernicolo. Nelle zone carsiche le acque penetrano più o meno velocemente nel reticolo idrografico sotterraneo, dove i meccanismi di autodepurazione (attività biologica, fenomeni fisici, …) sono nulli o modesti rispetto ai contesti di superficie. L'agricoltura moderna determina una forte erosione del suolo ed un eccessivo carico di nutrienti, (nitrati, fosfati, fitofarmaci, …) che rischiano di interagire negativamente con gli ecosistemi cavernicoli. Il terreno trasportato dalle acque confluisce attraverso ruscellamento e fossi di deflusso negli inghiottitoi presenti al contatto tra le marne e i gessi, ostruendo e danneggiando l'habitat 8310, riducendo la possibilità di accesso per i vertebrati (Chirotteri in particolare). L'inquinamento da parte di sostanze inquinanti (fitofarmaci, fertilizzanti, …) e/o bioaccumulabili possono entrare nelle reti trofiche cavernicole rappresenta una grave minaccia per tutto l'ecosistema delle grotte. Analoga minaccia rappresenta la presenza di scarichi fognari (domestici, zootecnici, produttivi, …) in contesti carsici in quanti rischia di compromettere gli acquiferi naturali.

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